Dieci anni di Neurotica

testo di Marco Masti
fotografie di Silvia Salvadori

A volte ritornano

Nessuno ci fece caso quel giorno, ma LUI era lì, in un angolo buio della stanza.
Silenzioso, timoroso, attento, guardingo...
Stava nascosto dietro il divano semicircolare, che arredava la nuova sala prove dei Neurotica: era arrivato in totale segreto salendo sull'auto di Daniele, il batterista, ed era sceso al volo prima che lui si fermasse dietro al vecchio caseggiato in aperta campagna; si era nascosto in un cespuglio di rose selvatiche e al momento giusto era sgusciato silenziosamente all'interno della stanza. Durante quei giorni aveva assistito in perfetto silenzio alle prove del gruppo, aveva assistito allo spolvero dei vecchi pezzi: Cioè, Il Regghettone, Nurotica Style, Alba Chiara con il medley di Plin Plin Tortellin e Now Jazz!, I Giovani, Trescione, Il Tempo di Morire... Aveva assistito al ritorno sulla scena di Davide, con un improbabile laccio della Fender, che era sembrata a tutti un'auotflagellazione più che un accessorio utile! Lo aveva osservato avvilupparsi ed intrigarsi attorno ai suoi cavi e cavetti che collegavano il multieffetto al mitico noise gate e allo zoom; lo aveva sentito dire che l'alimentatore gli aveva fulminato lo zoom, ma potevano stare tranquilli perché l'aggeggio infernale si sarebbe risanato da solo... senza contare che nessuno dei presenti oltre a lui sapeva bene che cosa fosse lo zoom!
Tutto era come dieci anni prima, quando i Neurotica si formarono, nella cantina di Daniele e di Alberto.
Già, perché sono passati ben dieci anni da quel fatidico pomeriggio afoso; dieci anni di musica e di fondamentali cambiamenti del gruppo, passando tra concerti assurdi, esibizioni fulminee, ma anche esposizioni di chitarre riposte dentro a dei sarcofagi e venerate come idoli pagani! (Live at Scrofiano)... canzoni improbabili, su tutte Moonchild dei King Crimson, cantata da Daniele con una molletta al naso! Prove assurde di pezzi che a loro piacevano tantissimo, Solsbury Hill di Peter Gabriel, archiviata dopo dieci minuti con tanto di scuse rivolte all'autore... senza dimenticare Live at Stand, Live at Piazzone e il mitico Live at Asciano, documentati con filmati, fotografie e registrazioni occasionali.

LUI stava aspettando quel momento da anni, ma finalmente il grande giorno era arrivato.
Il decimo compleanno dei Neurotica!
Tutto era pronto, LUI si era riservato un punto di vista sulla stanza molto particolare, vedeva tutti i componenti: Daniele alla batteria, e anche al basso, Lele al basso, Filippo alla chitarra, Davide alla chitarra, Marco al microfono, The Katuz al microfono, il Cecche al microfono e il Mazza Bonam alla batteria!
Per quel giorno Daniele aveva sperato in un concerto commemorativo in mezzo alle crete, era stato un loro vecchio sogno, Live at Chiarna, ma notevoli problemi tecnici avevano fatto variare la location...
Filippo era seduto con Daniele sul divano e stavano parlando dell'ordine dei pezzi sulla scaletta.
-Non senti uno strano odore?- chiese Filippo.
-Sì...- fece Daniele voltandosi in giro.
-Sembra venire da qui dietro.- disse Filippo alzandosi e guardando dietro al divano.
LUI si schiacciò al massimo sotto al divano cercando di nascondersi il più possibile.
Daniele si inginocchiò e guardò sotto e fu allora che lo vide.
-Merda!- tuonò alzandosi e scappando dalla parte opposta della stanza.
-Che c'é, che cosa hai visto?- chiese preoccupato Filippo raggiungendolo.
Daniele era pallido.
-Che ti prende?- chiese di nuovo Filipppo.
-Non è possibile...- sussurrò Daniele guardando il divano.
Gli altri si avvicinarono al ragazzo e chiesero anche loro spiegazioni.
-Là sotto...- disse indicando il divano.
Marco si avvicinò al divano e guardò.
-Non ci credo. Esci fuori!- urlò mettendosi in piedi.
-Ma che succede?- chiese The Catuzzo.
-Coraggio, vieni fuori!- disse di nuovo Marco.
-Che cosa c'è?- chiese Lele.
-Un nostro vecchio amico che credevamo scomparso da tempo...- disse Daniele.
I ragazzi guardarono verso il divano e sgranarono gli occhi appena LUI uscì alla luce.
-Cristo santo.- fece Davide appena lo riconobbe.
-Incredibile.- fu il commento di Lele.
Un panino morsicato farcito con del buristo raggiunse il centro della stanza.
-Non ci posso credere.- commentò Daniele sorridendo.
Il panino era una loro vecchia conoscenza, risaliva ai tempi della cantina di Daniele e Alberto.
Un pomeriggio per merenda Alberto si era preparato il panino che poi aveva abbandonato il un angolo della cantina. Bene, nessuno sa come, ma il panino aveva preso a vivere spostandosi continuamente da un angolo all'altro del locale sotterraneo fino a scomparire. Poi loro avevano cambiato luogo per provare e del panino si erano completamente dimenticati, fino a quel giorno...
-Non potevo mancare.- disse il panino.
-Parla!- gridò Filippo.
-Sono stato il vostro primo fan, vi ho seguito durante tutti i vari cambiamenti, sono sempre stato in silenzio, sempre nascosto, sempre entusiasta, non potevo perdermi questo appuntamento.-
I ragazzi erano basiti.
Il panino si dondolava avanti e indietro.
-Vi prego non buttatemi.- piagnucolò.
La band era sconvolta da quella situazione grottesca.
-Vi prometto che assisterò in silenzio alla vostra esibizione e poi scomparirò per sempre. Mi darò in pasto alle volpi che girano qua attorno. Vi prego.-
Così fecero.

Live at Ripi fu un successo!
La notte tornando a casa Daniele ripensò incredulo al panino parlante.
Poi una volpe attraversò la strada sterrata e lui si fermò per non investirla. I fari della macchina illuminarono l'animale che stringeva in bocca qualcosa.
Daniele guardò meglio e vide il panino.
Aprì lo sportello per scendere, ma la volpe scappò nel campo vicino alla strada.
Lui non ci giurerebbe, ma è abbastanza sicuro che dal buio del campo sentì gridare:
-I Neurotica vivono e vivranno in eterno!-