Nessuno ci fece caso quel giorno, ma LUI era
lì, in un angolo buio della stanza.
Silenzioso, timoroso, attento, guardingo...
Stava nascosto dietro il divano semicircolare, che arredava la nuova
sala prove dei Neurotica: era arrivato in totale segreto salendo sull'auto
di Daniele, il batterista, ed era sceso al volo prima che lui si fermasse
dietro al vecchio caseggiato in aperta campagna; si era nascosto in
un cespuglio di rose selvatiche e al momento giusto era sgusciato silenziosamente
all'interno della stanza. Durante quei giorni aveva assistito in perfetto
silenzio alle prove del gruppo, aveva assistito allo spolvero dei vecchi
pezzi: Cioè, Il Regghettone, Nurotica Style, Alba Chiara con
il medley di Plin Plin Tortellin e Now Jazz!, I Giovani, Trescione,
Il Tempo di Morire... Aveva assistito al ritorno sulla scena di Davide,
con un improbabile laccio della Fender, che era sembrata a tutti un'auotflagellazione
più che un accessorio utile! Lo aveva osservato avvilupparsi
ed intrigarsi attorno ai suoi cavi e cavetti che collegavano il multieffetto
al mitico noise gate e allo zoom; lo aveva sentito dire che l'alimentatore
gli aveva fulminato lo zoom, ma potevano stare tranquilli perché
l'aggeggio infernale si sarebbe risanato da solo... senza contare che
nessuno dei presenti oltre a lui sapeva bene che cosa fosse lo zoom!
Tutto era come dieci anni prima, quando i Neurotica si formarono, nella
cantina di Daniele e di Alberto.
Già, perché sono passati ben dieci anni da quel fatidico
pomeriggio afoso; dieci anni di musica e di fondamentali cambiamenti
del gruppo, passando tra concerti assurdi, esibizioni fulminee, ma anche
esposizioni di chitarre riposte dentro a dei sarcofagi e venerate come
idoli pagani! (Live at Scrofiano)... canzoni improbabili, su tutte Moonchild
dei King Crimson, cantata da Daniele con una molletta al naso! Prove
assurde di pezzi che a loro piacevano tantissimo, Solsbury Hill di Peter
Gabriel, archiviata dopo dieci minuti con tanto di scuse rivolte all'autore...
senza dimenticare Live at Stand, Live at Piazzone e il mitico Live at
Asciano, documentati con filmati, fotografie e registrazioni occasionali.
LUI stava aspettando quel momento da anni, ma
finalmente il grande giorno era arrivato.
Il decimo compleanno dei Neurotica!
Tutto era pronto, LUI si era riservato un punto di vista sulla stanza
molto particolare, vedeva tutti i componenti: Daniele alla batteria,
e anche al basso, Lele al basso, Filippo alla chitarra, Davide alla
chitarra, Marco al microfono, The Katuz al microfono, il Cecche al microfono
e il Mazza Bonam alla batteria!
Per quel giorno Daniele aveva sperato in un concerto commemorativo in
mezzo alle crete, era stato un loro vecchio sogno, Live at Chiarna,
ma notevoli problemi tecnici avevano fatto variare la location...
Filippo era seduto con Daniele sul divano e stavano parlando dell'ordine
dei pezzi sulla scaletta.
-Non senti uno strano odore?- chiese Filippo.
-Sì...- fece Daniele voltandosi in giro.
-Sembra venire da qui dietro.- disse Filippo alzandosi e guardando dietro
al divano.
LUI si schiacciò al massimo sotto al divano cercando di nascondersi
il più possibile.
Daniele si inginocchiò e guardò sotto e fu allora che
lo vide.
-Merda!- tuonò alzandosi e scappando dalla parte opposta della
stanza.
-Che c'é, che cosa hai visto?- chiese preoccupato Filippo raggiungendolo.
Daniele era pallido.
-Che ti prende?- chiese di nuovo Filipppo.
-Non è possibile...- sussurrò Daniele guardando il divano.
Gli altri si avvicinarono al ragazzo e chiesero anche loro spiegazioni.
-Là sotto...- disse indicando il divano.
Marco si avvicinò al divano e guardò.
-Non ci credo. Esci fuori!- urlò mettendosi in piedi.
-Ma che succede?- chiese The Catuzzo.
-Coraggio, vieni fuori!- disse di nuovo Marco.
-Che cosa c'è?- chiese Lele.
-Un nostro vecchio amico che credevamo scomparso da tempo...- disse
Daniele.
I ragazzi guardarono verso il divano e sgranarono gli occhi appena LUI
uscì alla luce.
-Cristo santo.- fece Davide appena lo riconobbe.
-Incredibile.- fu il commento di Lele.
Un panino morsicato farcito con del buristo raggiunse il centro della
stanza.
-Non ci posso credere.- commentò Daniele sorridendo.
Il panino era una loro vecchia conoscenza, risaliva ai tempi della cantina
di Daniele e Alberto.
Un pomeriggio per merenda Alberto si era preparato il panino che poi
aveva abbandonato il un angolo della cantina. Bene, nessuno sa come,
ma il panino aveva preso a vivere spostandosi continuamente da un angolo
all'altro del locale sotterraneo fino a scomparire. Poi loro avevano
cambiato luogo per provare e del panino si erano completamente dimenticati,
fino a quel giorno...
-Non potevo mancare.- disse il panino.
-Parla!- gridò Filippo.
-Sono stato il vostro primo fan, vi ho seguito durante tutti i vari
cambiamenti, sono sempre stato in silenzio, sempre nascosto, sempre
entusiasta, non potevo perdermi questo appuntamento.-
I ragazzi erano basiti.
Il panino si dondolava avanti e indietro.
-Vi prego non buttatemi.- piagnucolò.
La band era sconvolta da quella situazione grottesca.
-Vi prometto che assisterò in silenzio alla vostra esibizione
e poi scomparirò per sempre. Mi darò in pasto alle volpi
che girano qua attorno. Vi prego.-
Così fecero.
Live at Ripi fu un successo!
La notte tornando a casa Daniele ripensò incredulo al panino
parlante.
Poi una volpe attraversò la strada sterrata e lui si fermò
per non investirla. I fari della macchina illuminarono l'animale che
stringeva in bocca qualcosa.
Daniele guardò meglio e vide il panino.
Aprì lo sportello per scendere, ma la volpe scappò nel
campo vicino alla strada.
Lui non ci giurerebbe, ma è abbastanza sicuro che dal buio del
campo sentì gridare:
-I Neurotica vivono e vivranno in eterno!-