Blues
2005-Pistoia 9 luglio
Carissime amiche, carissimi amici, grazie per la pazienza, e se leggete
queste righe significa che ne avete avuta e mi state concedendo qualche
minuto della vostra giornata, non è poco. Riprendo la rubrica
dopo mesi di inattività, mi scuso, velocemente, e riprendo, sempre
velocemente, cercando di seminare la mia indole giustificatoria.
Sparsi sul letto: un braccialetto "AREA ACCOGLIENZA", un biglietto
"Pistoia Blues XXVI Edizione", una brochure con i colori
della Coca Cola "CHI HA SETE VENGA A ME E GRATUITAMENTE BEVA. Gesù
ti ama Always".
Queste sono le prove della mia presenza a Pistoia durante i giorni del
Blues, come viene chiamato dagli apacionados. Oltre a fornirmi delle
prove, costituiscono gli elementi di un puzzle che mi aiuteranno a ricostruire,
commentare, ricordare la mia serata.
Siamo ormai al caffè, alla terza birra e al secondo bicchiere
di amaretto con ghiaccio, decido di romperlo con tre ragazze al banco
del bar offrendogli il caffè, incuriosito da una targhetta che
pende al collo, penso siano delle ragazze immagine della Coca Cola,
Andrea mi fa notare il messaggio, "CHI HA SETE VENGA A ME E GRATUITAMENTE
BEVA. Gesù ti ama Always". Chiedo con educazione se andranno
al concerto di B.B. King, mi dicono di no, chiedo cosa faranno, una
di queste mi dice che andranno a pregare e ne dirà una anche
per me, sorrido, è sincera, non mi ha fatto una battuta, e sono
sicuro che l'ha detta. Usciamo, qualche domanda ai pistoiesi su cosa
pensano di questa invasione, e mi ritrovo davanti alla chiesa di San
Paolo, vedo due simpatiche signore che mi offrono dell'acqua, "Chi
ha sete venga da me e gratuitamente beva", sarà mica un
segno?
Mi presento, chiedo di che tipo di iniziativa si tratta, c'è
un po' di tensione, chiamano un giovane uomo, Riccardo, spero di avere
ricordato bene il nome, purtroppo non ho potuto segnare niente, mite,
determinato, cortese, un signore anziano mi chiede se credo, questo
lo vedo più sul sentiero di guerra, fortunatamente il mio interlocutore
capisce che la polemica sarebbe improduttiva, inizia spiegandomi che
all'interno della chiesa avviene l'adorazione Eucaristica perpetua 365
giorni all'anno 24 ore su 24 per informazioni scrivete pure a jerusalem.frapost.pt@tiscali.it,
entriamo in Chiesa, la luce di poche candele, un silenzio carico di
significato e il corpo di Cristo in fondo all'altare, facciamo una scommessa
e la vince Lui. Scrivo su un biglietto un pensiero, mi ritrovo a pregare
davanti all'altare, e pesco da una cesta una risposta, non mi sento
a disagio, avrei voluto presentarmi un po' meglio davanti al Signore,
magari con qualche birra in meno, sicuramente sono sciolto. Vorrei rispondere
al signore anziano che mi ha chiesto se credo: voglio credere.
Usciamo, saluti che rinnovo con tutto il rispetto che meritate. Mi avete
accolto e ve ne rendo grazie.
Accoglienza, "Area Accoglienza" per essere precisi.
L'area accoglienza, ovvero il campeggio del Blues si trova ancora ghettizzato,
fuori dal cuore dell'happening, lontano da occhi indiscreti. L'ACCOGLIENZA
è seria, cordiale, blindata, tesa, leggermente imbarazzata........entriamo
dietro pagamento di EUR 10,00 e accompagnati da una bella copia del
proprio documento, dove viene registrato il numero del nostro braccialetto,
cose mai viste, non polemizzo,anzi tento un approccio, i ragazzi della
biglietteria sono giovani come me e,non particolarmente entusiasti,
perché infierire? Com'è che siamo arrivati a tanto? Leggetevi
Neuroptic dell'anno scorso. All'interno del campeggio il solito affollamento
di: spacciatori globalizzati, cessi chimici con doccia, prati spelacchiati,
pochi cani, pochi punkabbestia (menomale), fortunatamente ci sono ancora
gli elfi che fanno la pizza e il pane cotti a legna. Ci sono anche tanti
ragazzi, dall'aria statica, è pomeriggio, la vita al campeggio
parte di notte, ed io non sono venuto qui per starmene steso su un prato
a " guardare oltre l >'> infinito> "> , pochi
dei presenti sono interessati al concerto, che rabbia. Mi dicono, e
la conferma è sul sito, che dall'anno prossimo chi non è
interessato al festival non entra. Ripeto il messaggio, se andrete a
Pistoia nel2006 portatevi il biglietto per i concerti, altrimenti non
potete usufruire del campeggio. Nota positiva è il servizio navetta.
Direttamente in centro, nel cuore della festa dove l'accoglienza è
decisamente migliore. Complimenti alla città e alle persone,
anche se non tutti sono particolarmente entusiasti. Riflessione: hanno
già sopportato XXVI edizioni!
Sento un moto riconducibile ai bisogni primari dell'uomo: ho fame! Una
pizza,una birra e una sigaretta, mi riportano in quota, facciamo due
chiacchiere, arriviamo alla Chiesa di S. Paolo e infine alla piazza
del Duomo...... .ho già comprato il biglietto? Evidentemente.......
Telecamera a spalla: entro, accarezzo il cane dell'unità cinofila,
ora sono in punta di piedi, abbraccio Daniele e Andrea, volgo lo sguardo
verso il palco, due grandi cartelli:"NO AL TERRORISMO" a destra,
"NO A TUTTE LE GUERRE" a sinistra, le stesse luci di sempre,
lo stesso impatto visivo, il brusio, le risate. Ancora pochi minuti,
giusto il tempo di una birra e, inizia il concerto, apre la Robert Cray
Band. La premessa non era delle migliori, molti critici lo definiscono:
"uno yuppie che si diverte a fare blues", magari questi critici
sono dei giornalai che pretendono di fare i giornalisti. Bravo Robert
Cray, riesci proprio a scaldare la piazza, magari qualche purista potrebbe
accusarti di avere un taglio troppo morbido, più soul che blues,
oppure un po' troppo rock alla Clapton.
Domanda: ma questi critici hanno anche delle emozioni o sono così
intenti a cercare di incasellare tutto e tutti che si perdono il gusto
di ascoltare? Parlateci delle emozioni! Il buon Lucio cantava: "tu
chiamale se vuoi emozioni" .
Emozione
è vedere un signore alto due metri, vestito di una bella camicia
azzurra, che ti stende con un sorriso e una bella risata, un uomo che
porta in giro ottanta anni di giovinezza, i capelli sono bianchi, la
pelle è sempre quella colore ebano che lo ha accompagnato dal
1925 in Missisipi fino a Pistoia Blues Festival 2005. B.B.King, un pezzo
della storia della musica del novecento. Telecamera fissa sul centro
del palco: entra, si siede, saluta, sorride, musica. Un'ora e mezzo
di concerto, tra tutte "When love comes to town", parla, scherza,
io rifletto, lui si congeda. Non aggiungo altro, nessun commento. La
piazza si svuota ed io che mi ero messo a parlare, prima con Amnesty
(troppo comprensivi), poi con altri ragazzi perdo i miei due compagni
di viaggio, ci ritroveremo dopo quasi due ore. Tutto qua? Si. Non aggiungerei
altro, se non il fatto che per ventisette euro ho assistito a un concerto
che valeva molto di più. Non è poco.
Saluti,
Simone Ceccherini
|